diversi passerotti d'inconsistenza probabilmente si staranno adesso dimenando sotto vestitini di presunti diavoli, d'improbabili vampiri o di stregoni proprio artificiali: tralasciando il discorso della critica ad una festività filoamericana che non ci appartiene e via dicendo, vi appannerò gli occhi con un'ovvietà che però secondo me a moltissimi sfugge, ossia che personalmente non ho bisogno di seguire gli altri attuali umani in questo dionisiaco sfogo estremamente pseudo-cimiteriale, proprio per la mia natura di cadavere: essendo morto tutto l'anno mi sembra superfluo sottolinearlo per una notte per mezzo di qualche gommoso canino o di qualche parrucca di finzione. tutti prendono la morte per ischerzo, tentando di far scoccare in essa il brutto vizio della risata sguaiata, confusa e costante solo nell'indecisione, ma la verità è conservata dietro le foglie pressocchè autunnali e tra le pieghe delle vesti delle statue liberty nei cimiteri. è possibile che domani mattina presso uno di essi mi recherò, armato di macchina fotografica, con l'obiettivo di fotografare i morti tra i morti, ma forse imiterò questi ultimi disteso sotto le mie amabili coperte. per adesso vi regalo questo bel balletto di scheletri.















