E' con medio-grande dolore che vi annuncio la morte di Filippo, il mio pesce rosso. Avevate fatto la sua conoscenza su questo blog e mi sembrava giusto rendervi partecipi della sua dipartita. Ora riposa in pace nell'affollatissimo Paradiso Ittico, accolto da un coro di capodogli alati.
I funerali si sono tenuti in forma privata nell'orto dietro casa. Le sue spoglie sono state ricomposte in una sacchetto di Frigogel ed è stato seppellito sotto trenta cm di terra ai piedi del grande ulivo, al riparo da gatti famelici.
Se n'è andato in silenzio senza nemmeno salutare, nemmeno una bolla, nè una splashata di pinna. C'è chi dice di averlo visto nuotare all'indietro in retromarcia col capo chino per ore ed ore, prima di lasciarsi andare con dignità a pancia in su.
E' durato un anno e tre mesi, un inaspettato record rispetto ai suoi sette precedessori che ho sterminato. Uff va bene, in verità è vissuto a lungo perchè, impietosito, se n'è preso cura mio padre. Io mi limitavo a fargli gli scherzoni e bubusettete. Nonostante tutto mi voleva bene, ogni qualvolta mi avvicinavo mi salutava con almeno dodici bolle, emesse dalla bocca (ho sempre controllato).
Domani in sua memoria, se volete, siete invitati ad osservare 3 secondi di silenzio, dalle ore 11.00 alle ore 11.00.03 di mattina (fatta eccezione per Arwen che rischierebbe l'embolìa), durante i quali sarà recitato l'Eterno Riposo in pescese:
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Amen
Se non sapete le lingue non è colpa mia.
















