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TheCaptain of my brainship is drunk

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Le due scatole

Ecco, lo sapevo. Quando non sono nella mia città e riesco ad evitare, senza accorgermene, di far clickclackare la macchina fotografica tutto il tempo, vuol dire che ciò che mi circonda mi incanta troppo per lasciarmi pensare ad altro. E vado avanti così, con la bocca aperta e gli occhioni sgranati.

Senza poi contare la morsa che mi avvolge e stringe lo stomaco come un salame da centro commerciale (sì, perché quelli che trovi dal salumiere non sono tutti legati con il classico cordoncino, visto che lui ad alcuni lo toglie, invece con quelli che trovi al centro commerciale non puoi proprio sbagliare): son capace di trovarmi davanti al muso le ghiottonerie migliori del mondo, e non alzare un dito per farne una scorpacciata come si deve. Che poi finisce tutto, mi torna l'appetito, e non posso far altro che stringere al petto un qualche cibo preconfezionato e lasciar bollire delle gocce di tristezza, diluite con l'acqua, in un pentolone col coperchio un po' scostato (licenza poetica): il "blub, blub, blub" è talmente forte che potrebbe sentirlo anche la vicina di casa. Non è poca, ma fortunatamente nemmeno abbastanza da fermentare con dilettantesca sventatezza sul fondo delle mie viscere, rovinando tutto il resto. Sì, mi fa sentire un po' una marpiona sfessata tutto questo, direbbe il Caulfield, se non altro perché potrebbe sembrare una scusa bella e buona piazzata lì per giustificare un qualche tipo di pigrizia patologica, però giuro che è solo uno degli innumerevoli segnali che mi fa accorgere di quanto qualcosa possa piacermi sul serio.

E son tornata con quella stanchezza modello "cotta e impanata", dormito di gusto come non mi accadeva da settimane, crogiolata in un dolce limbo per delle ore. Adesso ho la stanza da mettere in ordine, degli esami da dare e dei tomi da studiare, trovare un posto speciale nella mia libreria per un certo libro e una certa graphic novel, foto da scaricare ed altre da stampare, mille altre cose di cui occuparmi, e credo proprio che non mi riprenderò mai. Anche se, lo ammetto, un po’ in questo ci sguazzo bellamente: sarà che sono ancora troppo immatura per mandar giù in un sol boccone tutte le immagini che mi porto appresso, e mi fanno comodo lì, aggrappate alla gola, che scalciano impunemente.

Ho sentito per l’ennesima volta due persone russare in pieno giorno, notando come il più delle volte la cosa non sia sincronizzata: uno ronfa, l’altro risponde appena il primo smette, con una certa musicalità, devo dire.

Ho riso quando, entrando nel negozio “Ricordi media Store”, han suonato quegli allarmi antitaccheggio che si trovano poco dopo le porte. “Eh, sai com’è, essendo di Napoli deve essere il tuo DNA a farli suonare già da prima che ci metti piede.”

Ho salito un po’ a fatica per via di certe scarpe insospettabilmente strette mille gradini per godermi un panorama rosso mozzafiato. Ne ho fatti molti meno per godermi lo stesso, di notte, con un risultato altrettanto soddisfacente.

Ho visto una lucciola per la prima volta in vita mia. E l'ho anche inseguita, per un po'.

Anche La Repubblica sbaglia i nomi. Chiederemo un'errata corrige in prima pagina al prossimo articolo sull'argomento.

Mi son lasciata avvolgere dai suoni e dai brillanti colori di una magnifica parata, sorridendo quando dei tali che suonavano degli strumenti musicali a mo’ di banda si son fermati improvvisamente sotto la finestra di una vecchina affacciata per farle una serenata, e avrei voluto immortalare un essere gollumesco che si muoveva come un rettile per quelle strade lì. Ma mi si era scaricata la batteria della fotocamera. Grr.

Le fragranze che emanano certi forni, di notte, si innestano nelle narici e ci rimangono finché non entri lì e ti riempi lo stomaco di focaccine e bomboloni alla crema.

Ho ascoltato una lettura alla Feltrinelli, e mi è venuta la pelle d'oca.

Ne avrei di cose da dire, e il resto non è affatto un miscuglio di ricordi annacquati, tutt’altro: è che ancora devo metabolizzarli per bene.

Ma a te, grazie.

boob

un inchino..

  • 14 ago 08
Paief

NON AVEVI MAI VISTO UNA LUCCIOLA??? ma perchè non ci sono da te?

  • 1 ago 08
synergiade

... Dove? Ti sei lasciata riempire.. e trabocchi. In maniera tua. Lo sai che mi mancano sempre i tuoi post... :) Mi sembra di rivedermi, di riconoscermi, negli occhi sgranati e la bocca aperta senza parole.. :)

  • 16 lug 08
gitz

re re re

  • 9 lug 08
loll57

La Sara che scrive.. Bè una bella giornata no ?

  • 6 lug 08

uh

  • 4 lug 08
Intrusa

Ti dedicherei/ ti copierei una prosa lette ieri notte "Il cacciatore d'immagini" di Jules Renard... le sensazioni avute sono le stesse, caVa.

  • 4 lug 08
fardy

si' ma non mi e' chiara l'ambientazione...fatico ad immaginare i Ricordi Media e i Feltrinelli Store in una citta' non grande, ma fatico ancora di piu' a riconoscere le fragranze dei forni in una grande citta'...sembra per certi versi la mia citta' natale della Puglia...ho sentito parecchio familiari le immagini che hai evocato...

  • 25 giu 08

Fallo conoscere ai tuoi amici