1. INTERNO, GIORNO
Aruen e suo cugino sono appena entrati in macchina, per tornare a casa dopo una sana nuotata in piscina: più tardi avrà luogo la prova costume, per appurare, tramite studiatissime pose plastiche e quindi non valide per antonomasia, quanto le loro cinture di adipe saranno state debellate rispetto a settembre.
CuginoDiAruen:
(Espressione interrogativa, fronte aggrottata)
Ma cos'è quella faccia?
Aruen:
(Ha il classico "Occhio della morte", quello iniettato di sangue e corredato da leggero tic nervoso e vena sulla fronte che pulsa minacciosamente)
Eh,
non hai idea di che roba m'è appena successa... Ero negli spogliatoi,
avevo appena finito di fare la doccia, e stavo rientrando nella "zona
panche" per rivestirmi ed asciugarmi i capelli.. ovviamente non c'era
nessuno, perché nessun pirla va in piscina, d'estate, di mattina
presto: d'altronde si sa, è sempre un bene evitare il pullulare serale
di biondazze dagli addominali scolpiti e dal logo dell'associazione
sportiva tatuato su una chiappa, da brave Cosmogirl. Senonché vedo un
tizio, proprio dietro gli armadietti, probabilmente un ladruncolo o
lestofante, che mi fissa con due occhi allucinanti: non avendo la
cuffia, non l'ho riconosciuto, avrebbe potuto essere benissimo uno che
nuota insieme a noi, nella mia o nella tua corsia! Dopo avermi visto,
prima che potessi anche solo dire una parola, e poco dopo la partenza
mentale dei fotogrammi della mia nascita, è fuggito..
CuginoDiAruen:
Eh, e allora?
Aruen:
("Ti odio, carogna")
Allora?! Allora avevo solo un asciugamano striminzito addosso, ed ero sola e barcollante.. avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa!
CuginoDiAruen:
(Con sguardo compassionevole e fetido)
Eh, vabbè, ma non è successo. Questo dovrebbe farti riflettere.
DISSOLVENZA IN CHIUSURA.
(Perché fare attività fisica non aumenterà, dopo nove mesi di praticantato, la vostra autostima: la disintegrerà impietosamente. Ho deciso di ridarmi ai fritti e alle ghiottonerie, e di passare i miei giorni chiusa in casa, a costruire conche a misura del mio corpo nel divano, con addosso una canotta bianca piena di patacche di sugo e olio, tanto è uguale. O, in alternativa, di darmi fuoco come un monaco buddhista. Tante care cose.)











