E' un cuore di tenebra italiano.
Una storia di sparatorie, sangue, feriti e forse morti.
Una storia di sangue. Immigrati poveri e sfruttatori senza scrupoli. In mezzo il popolo elefante che segue il branco, le armi, la forza. E spara, armato. Quasi fossimo in Louisiana o in Congo.
E invece no, siamo nella bella Calabria. Ma i capi della n'drangheta hanno deciso che non può essere ospitale. Hanno deciso che la natura umana delle persone non può venire fuori. Hanno deciso che le persone devono essere animali, mostri, killer, armati per uccidere il diverso, il nero, il miserabile, l'oppresso.
E allora il nero non deve avere diritti, deve essere sfruttato, deve essere schiavo anche se la schiavitù non esiste più. Deve tornare a casa sua, non esiste più legge, più diritto, più Stato.
Esiste solo la legge delle armi, del sangue, dell'onore.
Siamo tornati al film western. O forse solamente abbiamo ora un cuore di tenebra, come nelle vecchie storie di colonizzatori, colonizzati, bianchi, neri, schiavi, fucili, armi, morti.
E lo Stato è assente, silenzioso, colpevole.







