Poi verrà la pace.
A sollevarci l’anima, a redimere i nostri peccati.
Nelle pieghe della tua pelle giacciono
le mie perle immacolate.
A segnare confini visibili solo ai nostri occhi.
Poi verrà la sera.
A portarci via un altro giorno dalle labbra.
Nelle pieghe della mia pelle riposano
i tuoi sospiri profondi.
A ricordarmi ancora che sei fatta di carne viva.
Nessuno ti salverà da me.
Nessuno saprà dirti chi sono.
E non conta.
Le mie dita lasciano cicatrici profonde.
Le mie parole bruciano l’aria che le rinchiude.
E in qualche modo ti appartengo.
Poi verrà l’alba.
A ricordarci che ogni distanza viene colmata.
Così nuda. Così lieve. Così vicina. Così sacra.
E non avrai altro che me a custodire la tua pelle.
Come un manto leggero che scalda e protegge.


























