Blog

TheCaptain of my brainship is drunk

Home » Arwen77 » Blog

Mind the gap

Vorrei poter guardare dritto negli occhi chi ha detto che Londra e' grigia (si', anche in UK ci sono le tastiere senza lettere accentate), per poi prenderlo a randellate sulle gengive: lo e' quanto i suoi abitanti, ossia per niente. D'accordo, non saranno dei gran chiacchieroni, e magari d'inverno piove spesso. Ma i ponti sono verde pastello e azzurro, i portoni blu acceso, le cabine telefoniche di un rosso intenso, i fiori che guizzano dalle ringhiere dei balconi di tutte le casette dei quartieri residenziali hotpink e gialli. E il cibo? Saro' strana io, visto che tutti mi avevano avvisata su quanto fosse disgustoso, ma le colazioni con muffin, milkshake, e caffe' vari o frullati, e i pranzi e le cene a base di gustosissime schifezzuole varie li trovo irresistibili, come i posticini che li propongono. Vabbe', ci siamo capiti, adoro Londra e quando diventero' ricca mi stabiliro' qui (anche se devo ancora visitare Parigi e potrei benissimo cambiare ancora idea :D).

 Alla fine a Barcellona e' successo di tutto, compreso un incontro surreale con un gruppo di spagnoli ed europei vari canterini in piena notte, a cui abbiamo insegnato Daitarn III e che ci hanno insegnato un ballo di gruppo fuori dagli schemi, nonché una canzone di Tiziano Ferro (sì, LORO a NOI).

Qui sta accadendo piu' o meno lo stesso, a livello di surrealtà. E poi fa fresco, c'e' il sole ma non piove, e la notte dormo col piumone, alla facciazza delle vostre ghiandole sudoripare. Ho finalmente visto Sogno di una notte di mezza estate al Globe ieri sera (si', ho passato il Ferragosto li' e sono piu' nerd di tutti voi messi assieme), ed e' quasi inutile dire che e' stato meraviglioso. Stasera è toccato ad Hairspray, ed e' stato superbo per davvero. Le voci degli attori fanno una pippa agli amici della De Filippi, le canzoni fanno venir voglia di saltar giù dalla sedia e mettersi a ballare, e le scenografie.. beh, sembrava di star guardando un film e non un musical a teatro. E per di più, superculo: col tutto esaurito, siam riusciti a comprare da una tizia che li aveva in sovrannumero, cinque biglietti da 60 sterline al prezzo di 25. Yep.

Vorrei rimanere almeno altri venti giorni solo per poter guardare uno spettacolo a sera e comprare i gadget annessi (ok, lo confesso: stasera ho preso una maglietta di Hairspray con su scritto "I (L) Link", e non sono riuscita a resistere nonostante tutto lo shopping di Camden Town abbia ormai colmato il mio piccinissimo bagaglio a mano).

Greetings from London, nel frattempo.

Io fletto i muscoli e sono sul Tamigi.

Hola escuchos!

Come avrete appena capito (?), mi trovo in un grazioso internet point, dal mouse che si blocca ogni due secondi e dalla tastiera senza lettere accentate (perdonate i miei apostrofi), in quel di Barcellona.

Ho preso il primo aereo della mia vita, e resistito alla tentazione di indossare comunque tutta quella roba da salvataggio che si trova nei vari scompartimenti apribili assegnati ad ogni passeggero. Ecco, avevo paura che sarei diventata il Desmond di Favio Magister, a cui ultimamente tanto piace viaggiare nel tempo (ciao Favio!).

Vabbe', sono decollata ed atterrata iersera, quindi ancora non ho visto chissa'ccosa, pero' devo dire che qualcosina di positivo e negativo son gia' riuscita ad adocchiarla.

Negativo: 1 cada 3 morts se attraversi la strada quando l'omino del semaforo e' rosso.

Positivo: se rimani sul marciapiede, data la fretta degli espagnoli, puoi tornare a casa solo con qualche arto mancante, ma sana e salva. In piu' le strisce pedonali sono dei quadrati, e di notte si puo' attraversarle cantando Smooth Criminal.

Negativo: le paste alla crema costano 1,80 euro.

Positivo: Gaudi'. Punto.

Negativo: C'e' un Eurodisney coi personaggi Disney (ma va'?) deformati e mostruosi. Minnie e' una battona, il padrone di pongo e' Joker, Cenerentola e' un trans.

Positivo: i tappeti elastici di giorno son gratis (piu' o meno. Diciamo che si riesce ad approfittarne data l'assenza del giostraro).

Dalla vostra inviata e' tutto. Adios!

Stamattina, in piscina

1. INTERNO, GIORNO 

Aruen e suo cugino sono appena entrati in macchina, per tornare a casa dopo una sana nuotata in piscina: più tardi avrà luogo la prova costume, per appurare, tramite studiatissime pose plastiche e quindi non valide per antonomasia, quanto le loro cinture di adipe saranno state debellate rispetto a settembre.

CuginoDiAruen:

(Espressione interrogativa, fronte aggrottata)

Ma cos'è quella faccia?

Aruen:

(Ha il classico "Occhio della morte", quello iniettato di sangue e corredato da leggero tic nervoso e vena sulla fronte che pulsa minacciosamente)

Eh, non hai idea di che roba m'è appena successa... Ero negli spogliatoi, avevo appena finito di fare la doccia, e stavo rientrando nella "zona panche" per rivestirmi ed asciugarmi i capelli.. ovviamente non c'era nessuno, perché nessun pirla va in piscina, d'estate, di mattina presto: d'altronde si sa, è sempre un bene evitare il pullulare serale di biondazze dagli addominali scolpiti e dal logo dell'associazione sportiva tatuato su una chiappa, da brave Cosmogirl.  Senonché vedo un tizio, proprio dietro gli armadietti, probabilmente un ladruncolo o lestofante, che mi fissa con due occhi allucinanti: non avendo la cuffia, non l'ho riconosciuto, avrebbe potuto essere benissimo uno che nuota insieme a noi, nella mia o nella tua corsia! Dopo avermi visto, prima che potessi anche solo dire una parola, e poco dopo la partenza mentale dei fotogrammi della mia nascita, è fuggito..

CuginoDiAruen:

Eh, e allora?

Aruen:

("Ti odio, carogna")

Allora?! Allora avevo solo un asciugamano striminzito addosso, ed ero sola e barcollante.. avrebbe potuto farmi qualsiasi cosa!

CuginoDiAruen:

(Con sguardo compassionevole e fetido)

Eh, vabbè, ma non è successo. Questo dovrebbe farti riflettere.

DISSOLVENZA IN CHIUSURA.

(Perché fare attività fisica non aumenterà, dopo nove mesi di praticantato,  la vostra autostima:  la disintegrerà impietosamente. Ho deciso di ridarmi ai fritti e alle ghiottonerie, e di passare i miei giorni chiusa in casa, a costruire conche a misura del mio corpo nel divano, con addosso una canotta bianca piena di patacche di sugo e olio, tanto è uguale.  O, in alternativa, di darmi fuoco come un monaco buddhista. Tante care cose.)

Le due scatole

Ecco, lo sapevo. Quando non sono nella mia città e riesco ad evitare, senza accorgermene, di far clickclackare la macchina fotografica tutto il tempo, vuol dire che ciò che mi circonda mi incanta troppo per lasciarmi pensare ad altro. E vado avanti così, con la bocca aperta e gli occhioni sgranati.

Senza poi contare la morsa che mi avvolge e stringe lo stomaco come un salame da centro commerciale (sì, perché quelli che trovi dal salumiere non sono tutti legati con il classico cordoncino, visto che lui ad alcuni lo toglie, invece con quelli che trovi al centro commerciale non puoi proprio sbagliare): son capace di trovarmi davanti al muso le ghiottonerie migliori del mondo, e non alzare un dito per farne una scorpacciata come si deve. Che poi finisce tutto, mi torna l'appetito, e non posso far altro che stringere al petto un qualche cibo preconfezionato e lasciar bollire delle gocce di tristezza, diluite con l'acqua, in un pentolone col coperchio un po' scostato (licenza poetica): il "blub, blub, blub" è talmente forte che potrebbe sentirlo anche la vicina di casa. Non è poca, ma fortunatamente nemmeno abbastanza da fermentare con dilettantesca sventatezza sul fondo delle mie viscere, rovinando tutto il resto. Sì, mi fa sentire un po' una marpiona sfessata tutto questo, direbbe il Caulfield, se non altro perché potrebbe sembrare una scusa bella e buona piazzata lì per giustificare un qualche tipo di pigrizia patologica, però giuro che è solo uno degli innumerevoli segnali che mi fa accorgere di quanto qualcosa possa piacermi sul serio.

E son tornata con quella stanchezza modello "cotta e impanata", dormito di gusto come non mi accadeva da settimane, crogiolata in un dolce limbo per delle ore. Adesso ho la stanza da mettere in ordine, degli esami da dare e dei tomi da studiare, trovare un posto speciale nella mia libreria per un certo libro e una certa graphic novel, foto da scaricare ed altre da stampare, mille altre cose di cui occuparmi, e credo proprio che non mi riprenderò mai. Anche se, lo ammetto, un po’ in questo ci sguazzo bellamente: sarà che sono ancora troppo immatura per mandar giù in un sol boccone tutte le immagini che mi porto appresso, e mi fanno comodo lì, aggrappate alla gola, che scalciano impunemente.

Ho sentito per l’ennesima volta due persone russare in pieno giorno, notando come il più delle volte la cosa non sia sincronizzata: uno ronfa, l’altro risponde appena il primo smette, con una certa musicalità, devo dire.

Ho riso quando, entrando nel negozio “Ricordi media Store”, han suonato quegli allarmi antitaccheggio che si trovano poco dopo le porte. “Eh, sai com’è, essendo di Napoli deve essere il tuo DNA a farli suonare già da prima che ci metti piede.”

Ho salito un po’ a fatica per via di certe scarpe insospettabilmente strette mille gradini per godermi un panorama rosso mozzafiato. Ne ho fatti molti meno per godermi lo stesso, di notte, con un risultato altrettanto soddisfacente.

Ho visto una lucciola per la prima volta in vita mia. E l'ho anche inseguita, per un po'.

Anche La Repubblica sbaglia i nomi. Chiederemo un'errata corrige in prima pagina al prossimo articolo sull'argomento.

Mi son lasciata avvolgere dai suoni e dai brillanti colori di una magnifica parata, sorridendo quando dei tali che suonavano degli strumenti musicali a mo’ di banda si son fermati improvvisamente sotto la finestra di una vecchina affacciata per farle una serenata, e avrei voluto immortalare un essere gollumesco che si muoveva come un rettile per quelle strade lì. Ma mi si era scaricata la batteria della fotocamera. Grr.

Le fragranze che emanano certi forni, di notte, si innestano nelle narici e ci rimangono finché non entri lì e ti riempi lo stomaco di focaccine e bomboloni alla crema.

Ho ascoltato una lettura alla Feltrinelli, e mi è venuta la pelle d'oca.

Ne avrei di cose da dire, e il resto non è affatto un miscuglio di ricordi annacquati, tutt’altro: è che ancora devo metabolizzarli per bene.

Ma a te, grazie.

Vi annoierei volentieri con la cronaca di quanto accaduto alla sottoscritta negli ultimi tempi, ma siccome sono un pochino di fretta e siccome finirei con l'utilizzare ripetutamente termini come "stato di semi incoscienza", "dieta, argh", "hoffame", eccetera eccetera, taglio corto. Magari un'altra volta approfondisco, per la vostra giuoiua. Tuttavia sono qui per parlarvi di uno degli eventi degni di nota a cui ho assistito recentemente, ossia, voilà, il Comicon di Naples. Quindi, quale migliore occasione per descrivere la cosa utilizzando strips (o meglio, surrogati di strips), che non sono foto che mi ritraggono in pose secsi, seminuda, bensì piccole strisce brevi* narranti episodi con nuvolette e disegnini? Click sui tàmbneil per vedere le strips ingrandite (e special thencs a Unpy). Have fun.

*sì, ho sofferto nel crearle. Tantissimo.

Strip1
Strip7
Strip4

Strip5
Strip6
Strip2
Strip3

Fallo conoscere ai tuoi amici