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*Lei!! Cazzi quella Gomena!!*

La bandiera nel pugno

Là, dove il più delicato simbolismo onanistico incontra il reato penale di vilipendio al Tricolore pluriaggravato, si innesta la bravura apocalittica del sensitivo Solange, che, in un trionfo di orgoglio patriottico e di temporanea sospensione terapeutica del Ritalin Compresse, alza al cielo uno dei suoi inconfondibili lamenti (e, a quanto pare, non solo quello).
Abbigliato come una via di mezzo fra un sopravvissuto al naufragio del battello a vapore Sultana del 1965 e Boy George in pigiama, posa con la naturalezza di una cernia spiaggiata e con lo sguardo maliziosamente accigliato di chi ha appena finito una seconda porzione abbondante di polenta con la salsiccia in un lunedì di metà agosto.
Il testo è spaventoso e sublime al tempo stesso, soprattutto laddove dichiara con vigore e convinzione che qualcuno o qualcosa gli sparerebbe in bocca un grosso Ciao (nel senso del motorino, credo). Il raffinato simbolismo autoerotico prorompe in tutta la sua prepotenza quando afferma di trovarsi steso sulla spiaggia con la sua bandiera ad aspettare te che ascolti, perchè lui, nel caso avessi qualche dubbio, la sta tenendo stretta nel pugno in quel preciso momento, mentre tu, con la fronte imperlata di sudore freddo, premi freneticamente CTRL ALT CANC nel vano tentativo di arrestare il tuo pc, rigorosamente impallatosi nel peggiore dei momenti.
Quanto alla base, o, meglio, ai rumori di sottofondo, oltre al Coro degli Eunuchi di chiara ispirazione monteverdiana (nel senso di Viale Monteverdi a Rimini, dopo le undici e mezzo di sera), è altresì riconoscibile il suono convulso e del tutto casuale del registratore di cassa della macelleria nella quale il Divino suole registrare i suoi successi (o suole esservi deportato a viva forza dopo la pubblicazione degli istessi).

Ubicato sugli Appennini Tosco Emiliani, a pochi chilometri dal Passo della Futa, dai boschi fiorentini e dalla Terra di Nessuno, si erge in tutta la sua antica bellezza il minuscolo borgo medievale di Ampieto (il nome è di fantasia, proprio come nelle fiabe e nella cronaca nera).

Isolato dalla frenesia cittadina e da qualsiasi forma di tecnologia successiva al 1972, costruito lungo le dolci pendici di un monte presumibilmente noto solo a cinghiali e bande di briganti, Ampieto è facilmente raggiungibile anche se siete dotati di una qualsiasi utilitaria (se adeguatamente trainata da un fuoristrada, da un elicottero della Forestale o da una decina di diffidenti abitanti del posto). Va tuttavia segnalato che, sebbene la guida sia ovviamente sul lato destro, tuttavia nei giorni di pioggia o in occasione delle festività locali gli abitanti dei paesi vicini fanno larghissime eccezioni.

La padrona del bed&breakfast ivi situato, fedele alle tradizioni più antiche quali ospitalità, accoglienza e matriarcato dittatoriale, sarà lieta di preparare per voi colazioni ricche ed abbondanti, che potrete consumare direttamente nella confortevole cucina comune, oppure riproporre più comodamente sullo scendiletto di camera vostra.

I piccoli appartamenti sono ricercati e graziosi, ed hanno spazio sufficiente per un letto matrimoniale, due comodini, un tavolo, due poltrone e un armadio, ma solo se affastellati secondo un preciso ordine l'uno sull'altro. Potrete trovare, inoltre, una televisione il cui unico canale ha la straordinaria abilità di cambiare da solo per sintonizzarsi a seconda delle repliche pomeridiane e serali di Don Matteo. Il decoder di Sky, ed il relativo telecomando esposto in bella vista, vi saranno utilissimi per riempire le vostre serate, almeno fino a quando vi renderete definitivamente conto che, nonostante i continui tentativi, proprio non funzionano.

I dintorni di Ampieto offrono entusiasmanti attrattive. Il paese più vicino, allegro come Cartagine nel 146 a.C., tutti i lunedì organizza un interessante mercatino di oggetti di antiquariato. Nonostante la possibilità di arrivare a contrattare un prezzo finale più alto di quello di partenza sia piuttosto alta, a causa della diffidenza che la popolazione locale nutre nei confronti dei forestieri e, più in generale, delle donne che parlano senza essere interpellate, tuttavia le piccole e fornitissime bancarelle meritano di essere osservate con attenzione, tutte e quattro.

Altrettanto degno di nota è il Carnevale locale, che o si tiene inspiegabilmente a fine Luglio, oppure le insegne sono state abbandonate a se stesse da sette mesi abbondanti.
Per le coppie di fidanzatini in cerca di romanticismo e divertimento, infine, si consiglia un entusiasmante tour automobilistico dei deliziosi boschi limitrofi. Scoprire, leggendo la guida, che i luoghi nascosti nei quali vi siete scambiati tenere effusioni sono stati percorsi, prima di voi, da teneri cerbiatti, da giovani innamorati e dal Mostro di Firenze, regalerà un brivido in più alla vostra vacanza.

In occasione della vostra ultima sera, la dolcissima padrona di casa avrà il gentile pensiero di allungarvi il simpatico guestbook nel quale potrete alternativamente annotare un saluto nostalgico, una frase di commiato oppure le vostre ultime volontà, qualora non riusciste a liberare la camera entro le 10.00 in punto della mattina seguente.

Soprattutto grazie a te. :)

Il momento in cui scopri che il tuo primo cliente è indagato per ricettazione e quello in cui ti rendi conto di non essere in grado, giuridicamente parlando, di trovarti il culo con due mani tendono talvolta a coincidere in modo curioso.

Siccome non ho sue notizie da cinque mesi, la probabilità che nel frattempo sia finito in carcere con sentenza definitiva da metà settembre a mia completa insaputa è paurosamente alta.

Quando studiavo e continuavo a confondere senza motivo i reati di ricettazione, riciclaggio e uso illegittimo di cadavere non si trattava di una semplice difficoltà di apprendimento ai limiti del ritardo mentale: era proprio un segno.

I miei tre anni di preparazione accademica post lauream, fotocopiaggio coatto e allucinazioni competitive sono terminati ieri. In quarantacinque minuti di orale: in pratica, un film porno.

Verso la fine di novembre avevo ricominciato ad avere miraggi sensoriali come ai tempi di Urbino, quando credevo che il busto di Bartolo da Sassoferrato mi seguisse con gli occhi e annuisse compiaciuto dopo i miei esami (quando le mie amiche hanno cominciato a dirmi che se avesse avuto le mani mi avrebbe certamente fatto un cenno di approvazione coi pollici come Fonzie, ho scoperto le gioie della riservatezza e del Serpax compresse).

Quando di notte ho sentito distintamente la voce di Matlock che mi sussurrava la disciplina delle pene alternative alla detenzione, mi sono attaccata alle uniche tre cose che avrebbero potuto garantirmi una parziale evasione dallo studio: il Cosmopolitan ghiacciato, venti gocce di Alprazolam e i programmi della De Filippi. Meglio se contemporaneamente.
Quando ho sognato che il giudice Imposimato di Forum mi portava in esterna, ho semplicemente aumentato il dosaggio di Alprazolam e ho rinforzato il tutto con le compresse di melatonina.

E ieri sono diventata avvocato. A ventisette anni.
Con il livore di chi, dopo anni di militanza nel forum, ha trasformato una domanda di Ecclesiastico in una specie di apologia del satanismo. Con il candido stupore di chi, studiando la Deontologia Forense, ha scoperto di avere violato almeno quindici norme deontologiche solo per recuperare cinquanta euro da una cliente novantaduenne morsicata da un cane. Con la convinzione di chi, oltre alle sei materie regolamentari, dopo essersi imbottita di De Filippi aveva inconsciamente preparato anche un passo a due di jazz e un assolo di hip hop. Con la carica seduttiva di chi ha trovato nei collant contenitivi Conad la soluzione di quattro mesi di imbolsita sedentarietà: nei ventidue minuti che ho impiegato per infilarli hanno fatto sparire di colpo una taglia, la mia dignità e tutta la mia capacità deambulatoria. In compenso, ora so cosa prova una bresaola della Valtellina che cerca di entrare nei pantaloni di Barbie Consiglio di Amministrazione.
Appena avrò ricominciato a muovermi senza il provvidenziale ausilio delle poltrone meccaniche che si attaccano al corrimano delle scale, giurerò nelle mani del Presidente del CdO ballando con lui sulle note di Always di Bon Jovi, mentre Gianni Sperti e tutta la Corte applaudiranno piangendo (non vorrei confondermi, ma credo funzioni più o meno così).

Sempre che riesca ad entrare nella toga.

Tibi quoque tibi quoque
è concessa facoltà
di potere in jure utroque
gabellar l'umanità!

Fallo conoscere ai tuoi amici