Ora voglio parlare della Gran Vía, una delle maggiori strade di Madrid; va da Calle de Alcalá a Plaza de España. Quella strada è piena di negozi di vari tipi; ci sono vari Corte Inglés, ma anche un Fnac, vari bar, ristoranti, banche, eccetera. Come dicevo ieri, la Gran Vía ha anche vari locutori. Per me era sempre una soddisfazione percorrere quella strada; all'inizio mi sembrava troppo lunga per essere percorsa a piedi, ma poi mi ci sono abituato. Sia chiaro, la Gran Vía è percorsa da varie linee di autobus e metropolitana, ma percorrendo la Gran Vía a piedi la si ammira meglio. Tra l'altro, la Gran Vía è sempre piena di gente; a qualunque ora si trova sempre qualcuno; è difficile restare soli. Chi vuole stare solo può percorrere le strade parallele; sono piccole e poco frequentate. In Internet ho trovato notizie ambigue su certe strade di Madrid, ma io non ho avuto problemi di nessun tipo; non so chi ha ragione; ci sarebbe da capire quando sono state scritte le pagine che ho letto. Non dimenticherò mai Calle de los Libreros, Calle del Desengaño e Calle de Concepción Arenal. Come dice il nome, nella Calle de los Libreros ci sono varie librerie, che sono anche abbastanza fornite, ma da altre parti possiamo trovare la Casa del Libro, anche quella molto fornita. Per quanto riguarda le altre strade che ho detto, il discorso è lungo e ne parlerò un altro giorno.
Non so cos'altro aggiungere, ma per come la vedo io, chi va a Madrid deve percorrere la Gran Vía.
In questi giorni volevo parlare della Gran Vía, ma probabilmente ne parlerò più avanti. Ora voglio parlare dei locutori, locali in cui si può navigare in Internet, ma anche telefonare o comprare beni di vari tipi.
Io ho navigato in Internet in vari locutori di Madrid; ognuno fa i suoi prezzi; quelli della Gran Vía sono i più costosi; quelli vicino alla stazione O'Donnell (poco lontano da Calle de los Peñascales) costano meno.
Alcuni locutori chiedono i soldi prima della navigazione; altri li chiedono dopo. Se un locutorio chiede i soldi in anticipo, vende bigliettini con un codice da digitare; ci si mette a uno dei computer, si digita il codice e si naviga fino alla scadenza. Ogni codice ha una sua durata. Se un locutorio chiede i soldi dopo la navigazione, semplicemente si naviga finché si vuole e dopo la navigazione si paga il conto. Di solito i locutori più costosi chiedono i soldi in anticipo.
Come dicevo prima, nei locutori si può anche telefonare. Ogni locutorio espone una tabella in cui ci sono le tariffe per chiamare ai vari paesi. Ci sono anche le cabine, così si può parlare al telefono senza farsi sentire da altri clienti. Alla fine della chiamata viene stampato lo scontrino. Varie volte ho chiamato i miei amici e parenti italiani dai locutori; mi ci sono trovato bene; costa meno che chiamare dal telefono cellulare.
I locutori, oltre a offrire servizi di comunicazione, vendono beni di vari tipi; alcuni vendono bottiglie con bevande varie; altri vendono piatti di ceramica con su scritto «España», ma anche altri oggetti utili.
Ho ancora tante cose da dire su Madrid; salvo imprevisti, ne parlerò nei prossimi giorni.
Vedo che sono passati 6 giorni dall'articolo precedente. Nei giorni precedenti avevo poca voglia di scrivere, e nessuna voglia di aggiornare questo blog.
Ora voglio parlare del trasporto pubblico di Madrid. Io che abito a Roma posso solo ammirare gli autobus e le metropolitane che ho preso in quella città. Roma ha tanto da imparare da Madrid.
Alcune stazioni della metropolitana si trovano all'interno dell'aeroporto di Barajas, infatti è là che ho preso la metropolitana di Madrid la prima volta. Ho preso la linea 8 fino a Nuevos Ministerios, poi la linea 10 fino a Plaza de España; a questo punto potevo andare a piedi fino all'abitazione, ma ho preferito prendere la linea 3 per Ventura Rodríguez. Forse questi nomi non vi dicono niente; è come se parlassi delle stazioni di Roma con gente non romana. Tra l'altro, vi ricordate di quando ho parlato di Siviglia? Anche là c'è una Plaza de España, ma è diversa; non so dire quale mi piace di più, ma entrambe le piazze mi sono piaciute.
Gli autobus mi piacciono; sono puliti e frequenti. Tra l'altro, chi sale senza biglietto può comprarlo sull'autobus prima della ripresa della marcia, allo stesso prezzo che si pagherebbe comprando il biglietto in tabaccheria o ai distributori automatici.
L'unico inconveniente di Madrid è che di notte non ci sono né autobus né metropolitane, ma su alcune strade passano tanti taxi, che fanno anche prezzi ragionevoli; io ho pagato meno di €8 per andare da Calle de los Peñascales a Plaza de España.
Un'altra cosa che non ho detto di Madrid è che si può girare tranquillamente a qualunque ora. A parte i borseggiatori, è difficile trovare delinquenti. Alcuni negozi di notte sono chiusi, ma altri sono aperti e quindi c'è sempre gente in giro, soprattutto sulle strade più grandi.
Un giorno parlerò della Gran Vía, ma per ora basta così.
Volevo scrivere questo articolo alcuni giorni fa, ma nei giorni precedenti avevo poca voglia di scrivere qui.
Per chi non lo sapesse, poco tempo fa sono stato a Madrid per un corso di spagnolo; è stata una soddisfazione.
Nei prossimi giorni parlerò della città, del suo trasporto pubblico, dei locutori, dei ristoranti e di tante altre cose.
Avrei tante cose da dire, ma preferisco scrivere articoli separati, che scriverò nei prossimi giorni.
Per ora posso dire che ho incontrato tanta gente di tanti paesi. C'erano anche alcuni italiani, ma la mia soddisfazione è conoscere gente non italiana, un'occasione in più per esercitarmi con lo spagnolo.
Per ora posso fare un confronto con Siviglia; Madrid è più grande, ma non so quale delle due città mi piace di più; per ora dico solo che entrambe le città mi piacciono più di Roma.
Oggi ho completato «Just cause 2». L'ultima missione è stata lunga e difficile. Ho completato tutte le missioni per conto dei servizi segreti, ma ci sono ancora tante missioni per conto dei Cucarachas, dei Segadores e degli Ular; in più, ancora devo liberare tante città. Anche se ho completato tutte le missioni principali, c'è ancora tanto lavoro da fare. Mi aspettavo più missioni per conto dei servizi segreti, ma il secondo «Just cause» è stato meno deludente del primo; tra l'altro, ci sono molti meno bachi, anche se le leggi della fisica sono molto diverse da quelle che abbiamo in questo universo. Si direbbe che questa volta i programmatori hanno lavorato bene; non hanno avuto fretta come l'altra volta. Il gioco è uscito in ritardo rispetto alla data prevista, ma preferisco così. Per il primo «Just cause», si capisce che hanno lasciato lacune per far uscire il gioco in tempo; un po' si capisce per l'abbondanza di bachi; un po' per la presenza di vari posti in cui non si fa nessuna missione; praticamente hanno lasciato lacune.
Volevo collegare alcune pagine esterne come faccio di solito, ma lo farò un altro giorno. Per ora basta così.
Nel mio blog, spesso faccio resoconti sulle mie giornate, ma qualche volta faccio discorsi impegnati, dicendo le mie opinioni su quello che vedo in giro.