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la saggezza fine a se stessa perde

always looking for

cerco un sintetizzatore che filtri i suoni esterni e li faccia risuonare nelle mie orecchie come se mi trovassi nel grembo materno. Non che questa prospettiva mi aggradi particolarmente ma non riesco a dormire dato che non faccio altro da due giorni, Ora però dovrei dormire sul serio perchè domani mi devo alzare alle 6 e mezzo del mattino; ma ovviamente, adesso che ne ho bisogno per conseguire uno scopo, il sonno non si presenta. Cerco tempismo, un corso di solfeggio e un collimatore che faccia corrispondere le mie azioni ai miei scopi; al fine di non rimanere sempre esausto dal fare niente.
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Weird watching

nonostante il tempo passi sono convinto che la mia natura, come quella dei miei compagni, rimanga sempre la stessa. Me ne sto fermo appostato a godere delle impressioni della gente e del paesaggio. Se si impara a pazientare abbastanza, ad essere dimessi nel domandare; si comincia a sapere che bisogna aspettare, tutti si rivelano spontaneamente, non bisogna chiedere.
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ricordavo vagamente che questa distesa padana fosse grigia e umida come il fondoschiena di una vecchietta d'ospizio rimembrata soltanto dagli acari più prossimi alle sue pelli morte. E' proprio così, da tempo la mia sveglia non suonava, e ora che suona con la potenza di una 'love unlimited orchestra'  potrei anche studiare, invece sfrutto il vantaggio organizzativo aquisito navigando con le serrande chiuse di fianco al caffè. Appare quantomai chiaro che il sottoscritto rifugga qualsiasi tipo di luce e vitalità, in fondo non aveva poi torto giovanni quando disse che gli uomini alla luce preferirono le serrande e i bagordi notturni. Questa storia è vecchia quanto la bibbia e spero la conosciate tutti, dimodochè siate messi in guardia verso i vostri cosiddetti 'buoni propositi' che io ho artigianalmente rinominato 'velleità di una mente dispersa'. Vi auguro una giornata davvero buona al riparo dalla luce del sole. Io, nel mio sprofondare, miro agli antipodi.
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si, mi ricordo di me, con grande fatica recupero i frammenti, le crosticine della muta che pervade ed impera ogni attimo, mi investe come il vento la faccia che si sporge dalla decapottabile. Da un lato mi consola sapere che un celere ed inarrestabile Divenire mi sposta dal mio essere patetico verso il mite vuoto, da un altro lato mi spaventa sapere che non so dove vengo portato dagli eventi. Forse verso un ulteriore fondo? in fondo non è male l'andare al fondamento delle cose. 

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